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Il Ministro Zamberletti e la nobiltà della politica – il ricordo di Elvezio Galanti

in rappresentanza del Comitato Tecnico Scientifico di ISPRO.

Penso che abbia fatto bene Guido Bertolaso a suggerire di chiamare sempre con l’appellativo di Ministro l’On Giuseppe Zamberletti. Tant’è che dal quel momento tutti lo chiamammo Ministro.

Ricordo bene anche l’occasione di questa proposta che fu in occasione della festa dei miei 20 anni di attività al Dipartimento della Protezione Civile, esattamente nel settembre del 2003.


Fu un riconoscimento tanto semplice quanto efficace in quanto, dal quel momento, non solo tutti incominciammo a chiamarlo Ministro ma cominciammo a capire l’importanza del distinguere e valorizzare la dignità e il rispetto dell’attività politica, proprio in decenni in cui l’offesa ricorrente era ed è (purtroppo): “non fare il politico, sii sincero” oppure “rubi come un politico” ecc, ecc. Vedevamo l’esempio di una persona, un politico che rappresentava invece il contrario della vulgata anti politica tanto ancor oggi in voga.


Avemmo la possibilità di giudicare, analizzare riflettere sul grande valore della politica in un Paese civile difronte ad un uomo che impersonava la nobiltà di questi valori. Era lì vicino a noi e sapevamo che potevamo sempre contare su di lui per avere consigli e considerazioni, a tutto campo, appunto sulle questioni che non erano solo attinenti alla Protezione civile ma anche alle scelte che il nostro Paese era chiamato a decidere, appunto con una attività politica degna di questo nome.


Certamente il prestigio del Ministro Zamberletti “tracimava” dallo specifico riconoscimento delle donne e degli uomini addetti alla Protezione Civile ma si espandeva alla popolazione italiana e non solo quella che aveva subito una emergenza.


Impressionante era l’accoglienza che il nostro “Ministro” riceveva dalla popolazione Friulana dal terremoto del 1976 fino al momento della sua scomparsa. Ma non solo. Mi ricordo che durante la ricorrenza del trentesimo anniversario del terremoto dell’Irpinia e della Basilicata nel 2010, ebbi